Prossimo Obiettivo

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martedì 24 novembre 2009

Allenamento a Bologna

Settimana scorsa trascorsa fuori Roma, vissuta Bologna "la rossa". Come i tetti che sorvolando la città tingono di rosso, la nebbia che spesso la copre. Era dai tempi andati :-) della gioventù, che non soggiornavo a Bolona fuori dalla Stazione Centrale, (ogni volta che mi capita di passare da quelle parti mi sovviene un groppo in gola ed un fremito mi attraversa il cuore al pensiero di quelle 82 persone che hanno perso la vita, inutile e feroce tributo all'odio e di perdita della dignità dell Uomo. In quell' estate del 1982 mi era capitato di passare per quel binario più volte.



Bei giorni, tra il corso e le passeggiate sotto i portici, e la continua tentazione rappresentata da CiocoBO, la fiera del cioccolato che si teneva con un centinaio di bancarelle presso piazza Maggiore. Un vero attentato alla gola.

Comunque sfruttando il, gradito consiglio di "Dante ... che corre per la Nutella", http://dantechecorreperlanutella.blogspot.com/ (che ringrazio) sono riuscito a fare una corsa di oltre un' ora, andando a zonzo per il centro di Bologna fino a raggiungere, come da suggerimento i Giardini Margherita



Fine settimana a Roma, a girare per tra centri commerciali e bellezze storiche, insieme a mia sorella e mio cognato, saliti dalla Calabria a rincuorare ed a prendere coscienza dell'inizio del percorso universitario di Vincenzo ( rispettivamente mio nipote e loro figlio).


A proposito, "In bocca al Lupo...Vince' "
Bellissima serata con Francescarun (http://francescarunsempredicorsa.blogspot.com/), trascorsa tra un preponderante e debordante dialogo sulla corsa, sui blogtrotter, e piatti pieni di succulente pietanze, al "Chiodo Fisso".
Il chiodo fisso, nello specifico è stato rappresentato dalla corsa ed i suoi effetti collaterali, compresa la benevola tolleranza degli altri astanti.
La vedremo presto a qualche gara.

sabato 14 novembre 2009

So' Ragazzi


Splendida serata, con fritti e primi, completo di dolce e caffè (scommessa onorata da Lucky).
Passeggiata di recupero, immersi nel caos multi etnico e multi umano di Trastevere.

Certo così ho vanificato i 10 Km mattutini, ma ne valeva la pena.

Foto simbolo quella del Vicolo dell'Atleta, sperando che qualche volta non sia un vicolo cieco, anche si si puo sempre ritornare sui propri passi e riprendere la giusta via. Ma certa che quella "Cacio e Pepe" era veramente
eccellente ed aromatizzata.





Il tris è stato abbondante e ripetuto, qualcuno non smetteva più di intingere



Interessante sentir parlar il nostro Podista-Velocista-Pistard milanese di "tabelle" e di "tabrutte", di allenatori e di allenatori brasiliani, di cerberi ed incantatori di serpenti, insomma sapete di chi parlo.

Bello, come sempre nei blog-cena/blogpoint, ascoltare le emozioni di gare trascorse e vissute, le speranze ele paure di gare future e da vivere.

Vale la pena. Sempre.



lunedì 2 novembre 2009

Ottobre e Alex Zanardi

Prima del sintetico resonconto del mese di Ottobre iniziato con una escursione montana, con un dislivello di una certa consistenza, proseguito alternando nuoto e corsa, volevo parlarvi dell'emozione provata ad ascolatare un intervista realizzata dalla Rai all'arrivo della Maratona di Venezia ad Alex Zanardi.

Ho provato a cercarla sulla rete, senza riuscirvi. Peccato perchè sarebbe valsa la pena di ascoltarla.
Mi ha colpito la voglia di andare avanti, accettando la disabilità sopravvenuta con il noto incidente, andando persino oltre e mostrando una fiducia davvero profonda nel futuro e soprattutto nelle persone. Per la cronaca ha vinto la gara in sella alla sua "carrozza".

Tanta la voglia, intatta la sua carica agonistica, tanto da mandarlo lungo su una curva impostata a tutta, per non farsi superare.

Vedere scendere il "triciclo"traballando, dai tredici ponti finali, è stato emozionante. Un rivivere le motivazioni e la solidarietà che spesso scatta quando l'uomo fatica e suda sulla strada della maratona.

Se riuscirò a trovare questo video, sarò lieto di condividerlo con voi.


Infine il mio allenamento ottobrino.

lunedì 5 ottobre 2009

Monte Nuria

... E proseguendo lungo il percorso verso il crosstraining ieri mi sono accodato ed accompagnato ad un gruppo di camminatori appeninici e mi sono dedicato al trekking.

Obiettivo scalare il Monte Nuria, bella montanga del reatino in prossimità di Antrodoco.


Campo base posto a Borgo di Fondi.

Un'allegra e variopinta brigata di almeno 30 persone si avvia, poi si ferma per attendere i ritardatari partiti da piazza Bologna e persisi dapprima in un bar di Antrodoco e poi nei viottoli per giungere al punto designato come campobase.

Il gruppo riparte e subito il sentiero si fa irto, tra le pietre bianche affioranti dal terreno, giusto per mettere la cose in chiaro. Raggiungo il compagno che ha completato la carica del mio Forerunner 305 e subito avvio il timer in modo che poi possa esserci traccia del percorso che andremo man mano a fare.

Poi un bel gradino, piatto piatto da cui lo sguardo atterra sul Terminillo.

Quando ancora la fatica è poca ci si conosce con i compagni di giornata, scoprendo comune passioni. Ecco allora l'elenco delle cime conquistate, di ricordi di epiche "ferrate" sulle Dolomiti.

Appunto le Dolomiti, sfondo di tanti racconti e di tante avventure. In qualche discorso faceva capolino la Cina, favoriti dalla presenza di una compagna di viaggio che li ha avuto i natali.

Avanti cosi attraversando qualche rovo di rosa canina (oggi ho scoperto, che al giusto grado di maturazione, quando da rosse diventano quasi marroni, si possono mangiare oltre ad essere utilizzate per gustose marmellate ed alcolici intrugli). Qualcuno soffriva qualche pena in più, stante la scelta di pantaloncini non lunghi abbastanza, quando il sentiero obbligava a passare accanto ispidi arbusti di abete. Eccoci così giunti a quota 1400 mt.

Adesso la salita si fa più ripida e la pendenza più forte. Procedo a strappi, fissando obbiettvi prossimi, e facendo fondo a tutta la mia tempra di runner. Mi dicevo "ecco un bel collinare" e di rimbalzo sentivo le pulsazioni farsi più forti. Ed ancora: "ecco una serie di ripetute in salita", e tiravo fuori un asciugamani dal mio zaino per spegnere le stille di sudore che scendevano dalla fronte. Ecco raggiunto l'ennesimo riferimento, scelto a caso tra le migliaia di pietre bianche più o meno grandi che tingevano il pendio. Tra queste mi ha colpito ( non in testa eh) una bella pietra che ricordava una mano tesa.

Tra i dubbi su quale strada prendere, febbrili consultazioni di mappe, alla ricerca dei riferimenti Cai, si scollinava una prima cima ( avevo sperato che fosse "la cima", ma il garmin batteva solo quota 1600 mt). Ed ecco difrontre a noi il nuovo obbiettivo, la Vetta.

Qualcuno del gruppo, dopo aver dato tutto non riusciva a proseguire, e veniva accompagnato sulla strada del ritorno.

Eccomi all'ultima rampa, le pause si fanno più frequenti, un morso alla barretta di "ciocorì", un ennesima pausa, una pacca sulla spalla da uno degli oltre 30 compagni di scalata, e su salire.

Mi fermo per ammirare una decina di cavalli che stavano poco sotto di noi in una valletta, alla destra della nostra cresta, che finiva in uno stagno di acqua. Belli vederli e intanto un altra rifiatata. Ultimo strappo, ultima ripetuta ed eccomi arrivato in cima, preceduto da una decina di trekkers del gruppo. Conquistato Monte Nuria, ufficialmente 1888 mt di altezza. Oltre 800 mt di dislivello.




Reciproche congratulazioni , qualche sguardo a 360° per vedere il panorma intorno. Il Terminillo, monte Giano con la nota parola scritta con gli alberi, Rieti ed ad immaginarlo il Lago del Salto.

Ed ora pranzo, 2 bei panini al prosciutto, segueiti dai dolcetti preparati da Francesca ( festeggiava il suo onomastico, ed a proposito ne approfitto per gli auguri a tutti i Franceschi/Francesche/Franche/Franchi).

Poi foto di gruppo. Il gruppo di "Domenica con Domenico" del 4 ottobre 2009 ha raggiunto la cima. Evviva !!!!
Per cortesia, fatemi avere la foto ufficiale. Siamo già a tre ore di cammino, pause comprese, e si riparte per tornare a quota 1000.

Ridiscendiamo per un altro sentiero, confortati e guidati da una coppia di trekker accompagnati da una splendida Cavalier King di nome Camilla.

Purtroppo sul garmin premo il tasto sbagliato e per circa 400 di discesa non segno il percorso.

Si vede dalla linea dritta dell'itinerario (in formato gpx).


Attraversiamo un fitto bosco, con un folto tappeto di foglie cadute prematuramente. Arriviamo quindi al rifugio a 15oo mt circa di quota. Qui incontriamo un'allegra combriccola nota come "Quelli del Nuria" che ci offrono vivande (resti del loro lauto pranzo, sigillo di una giornata iniziata il pomeriggio prima, insomma ci hanno pernottato!!!). Buonissimo il vino, ma ci siamo trattenuti, visto che ancora bisognava arrivare al campo base e da li, si doveva pur tornare a Roma.
Adesso il sentiero diventa una carrareccia, con una marea di ciottoli (massaggio di tipo propriocettivo ai piedi, vah mettiamola così). Al bivio a 1300 reincontriamo le nostre guide e Camilla che procedeva con più fatica dopo aver mangiato qualche salsiccetta offerta dall'allegra combriccola di cui sopra.

Ultime centinania di metri e eccoci arrivati di nuovo alla periferia di Borgo di Fondi. Saluti a chi era già arrivato, a qualcuno che non era mai partito (avendo desistito in partenza), e raggiunto da tutti i miei compagni di auto ripartivamo per la Salaria alla volta di Roma.
La coda incontrata e subita per circa 3 ora ve la racconto un'altra volta.

Adesso mi accommiato da voi e da tutta la banda di quelli di "Domenica con Domenico" (per chi volesse saperne di più: http://domenicacondomenico.blogspot.com/) con il desiderio di rifare qualche altra passeggiata in alta quota, certo di ritrovare quel bel clima di amicizia respirato ieri.

Ecco qui il link a sito di Gpsies per avere una mappa interattiva e con viste ulteriori della fatica.
http://www.gpsies.com/map.do?fileId=iqdrxdhwpsfwjock




Ad Maiora ( Cima)

sabato 3 ottobre 2009

Settembre: Corsa e Nuoto

Settembre si è rivelato il mese del cross-training. Ho riscoperto il nuoto e mi sono iscritto ad un corso nuoto per finalmente imparare a nuotare. Sono stato un autodidatta marino. Del tipo che qualche anno fa fui buttato in mare da una barca e mi fu detto:
"e mò nuota". Rimasi a galla e riuscii ad arrivare a riva.
Il battesimo del mare era compiuto.
Per molti anni questi mi è bastato.
Un paio di anni fa, visto che accompagnavo mia figlia in piscina mi sono incuriosito e ho cominciato a fare qualche lezione. Obbietivo:
Passare da "Stile molto libero" a stile libero e da "Stile Rospo" a Stile rana e poi riuscire a completare qualche vasca >1.
Quest'anno ho deciso di proseguire questo programma in modo più intenso e serio, naturalmente senza rinunciare alla corsa.

Chissà in futuro, riuscirò ad andare anche in bici in modo più consistente, etvoilà ne potrebbe venir fuori una stagione da triatleta
( mi vien da
ridere...), certo non quest'anno.





Quindi settembre è stata un alternanza di nuoto e corsa, e devo dire che mi è piaciuta.

Seguirà tabella degli allenamenti settembrini.

mercoledì 9 settembre 2009

Allenamenti Agosto Settembre

Dopo la salutare vacanza calabra che mi ha portato in regalo la ripresa del piacere della corsa, si continua in quel di Roma. Certo sono lontani i chilometraggi di inizio anno, ma riuscire a mettere inseime 10 Km senza doversi fermare per qualche dolorino, doloretto, dolorone è un bel passo avanti. Rieccomi qui a metter in riga qualche pensiero e qualche numeretto.

E quindi beccatevi il riassunto del mese di Agosto e di Settembre:


Certo si corre sempre con questo tarletto in testa e con qualche chiletto di troppo :-).
Al prossimo post sarò meno succinto.
In ogni caso buona corsa a tutti voi.

martedì 28 luglio 2009

Un breve saluto e un augurio

Vacanze, agognate vacanze in terra calabra.

Pranzi, cene, parenti da gestire con il bilancino temporale ed affettivo, mare e montagna e finalmemte un pò di corsa.

Il desiderio di sentire lo scalpiccio dei propri piedi che con recondita paura incidono i percorsi di asfalto (luoghi non poetici come vorrei fossero, immaginando di percorrere sentieri boschivi o montani) ma per ora è meglio asfalto ma sicuramente e prosaicamente piatto.






Giro classico di fronte all'ospedale (non si sa mai, soprattutto in fase di riavvio),
circa 2000 mt. ( i runner locali dicono 1965 mt.)
  • Domenica 1 giro in 11'
  • Lunedì 2 giri in 21', e poi tanto stretching.
  • Martedì cambio di orizzonte, corsa sciolta al parco del fiume per circa 15' e poi un pò di esercizi di ginnastica e quindi il benedetto e noioso stretching.

Sempre teso a sentire il gorgoglio di quel cavolo di muscolo che si
posiziona lateralmente rispetto ai forami sacrali anteriori e dal margine della grande incisura ischiatica; quel cavolo di organo meglio noto come Piriforme ( che suona come un beffardo rumore corporeo).

E speriamo bene, perchè proprio non ne posso più di stare fermo e vedere accrescere il mio spessore umano ( in senso letterale :-D).

Mi sembra invece un dovere e soprattutto un piacere fare gli auguri alla nuova runner, Francesca mia cugina, che è stata contagiata in modo direi irrversibile dal morbo della corsa. E mo so' cavoli tuoi, agonista come sei ti voglio alla partenza della Roma Ostia del prossimo anno.
Ti auguro di correre sulle strade del mondo nei posti più belli e più intensi di emozioni.

Certo è proprio simpatico sentirsi un pò trainer e quasi allenatore di una persona che scopre la corsa e le sue sensazioni, ti fa sentire partecipe di queste primizie emotive.

Spero di poter ricominciare a scrivere con assiduità di corsa allenamenti ed emozioni che da li scaturiscono, e non e solo di muscoli e malanni. Nella corsa praticata trovo l'energia e la voglia di scrivere e condividere su un blog.

Buona corsa a tutti. Franco

lunedì 22 giugno 2009

Ripresa rappresa

Ennesimo tentativo di ripartire andato a vuoto.

Complice la blogcena di Venerdì scorso, e l'ascolto dei racconti delle varie gare, dei diversi allenamenti, e volendo dare ascolto ai consigli di un sobrio Yogi, sabato a mezzogiorno mi sono rimesso con una certa solennità scarpette, calzoncini e la maglietta arancio della Roma-Ostia e mi sono avventurato nel parco presso casa mia.
Appena arrivato parto subito, per evitare ripensamenti. L'idea è quella di fare un paio di giri del percorso leggermente ondulato di circa 1600 mt e capire come reagirà la mia parte sinistra ( gluteo e soprattutto ginocchio parte retro laterale).

Che bello risentire lo scalpiccio dei miei passi, il ritrovare i riferimenti dove controllare il tempo e mentalmente fare i calcoli per capire il ritmo che sto tenendo ed la previsione sul tempo finale del giro.
Non mi sono portato appreso il Garmin e tengo il mio vecchio ed affidabile Casio.

La prima parte in discesa, passando dal tratto di sterrato al solco parallelo fatto sull'erba e viceversa.
Primo riferimento in prossimità del parco dove corrono più o meno liberi i cani. Ecco adesso comincia una breve erta, e la gambe, che sembrano prese in una sorta di ragnatela mandano segnali di fatica ma confortanti. Sbuffo come un treno a vapore quando viaggia in montagna.

Eccomi arrivato al tratto alberato e l'ombra che viene gratis allevia la fatica.

Secondo riferimento, la barriera che ci inoltra nel tratto che fiancheggia il campo allenamento golf. Schivo le pozzanghere che si sono formate nella notte.

Terzo riferimento, in cima ad un breve salita e giù verso il traguardo del primo giro. 1600 metri, ma sembrano molti di più.
Qualche segnale dal tratto di corpo sotto osservazione. Non vorrei ascoltarlo. Mi fermo, faccio un po di streching. 3' minuti, 4' , 5' e poi riparto per il secondo giro.
Mi dico: "faccio questo e poi mi fermo".

La parte laterale esterna del ginocchio comincia ad emettere segnali ad impulso. Sembra il lancio del SOS · · · — — — · · · il mayday di un battello in difficoltà.
"Ma dai andiamo avanti, non mi far perdere questa splendida sensazione di fatica".
Completo il secondo giro e come da programma mi fermo per tornare a casa.

Purtroppo il morso della bestia è arrivato puntuale.
Il chiodo sul gluteo è un fastidio, ma non un dolore.
Il morso sul ginocchio invece è una brutale sentenza.

Mi toccherà fissare l'appuntamento con l'ortopedico. Il sospetto di una sciatalgia, che si manifesta sulla finestra del ginocchio è sempre più forte.

Vorrà dire che mi toccherà ancora correre stando fermo.
La bicicletta ellittica è li che mi aspetta, come la sedia elettrica il suo condannato.
Toccherà fare l'ora d'aria scivolando, pesante pesante in una vasca da 33 mt a fare stile molto libero.
Ma non voglio mollare. PPS e andare avanti, magari di corsa.

E poi a forza di andare in bici, ed in piscina , chissà che non si prospetti un futuro da triatleta!

sabato 20 giugno 2009

Chi corre e chi blogcena

Mentre altri si accingono ai preparativi finali prima di correre la 1 edizione (lo scorso anno era l'edizione zero) io vi dò qualche sprazzo della splendida blogcena di ierisera.
Il locale prescelto è lo stesso della precedente cena Califfiana. Siamo nel cuore pulsante di Testaccio, noto covo di romanisti. Gli
interisti romani,tranne uno :-(, presenti si sentono comunque a loro agio. Ci sono Yogi, Francorre (me medesimo, per la precisione :)), Marco Aurelio ed il Califfo, che doppiano la presenza al Cupolone,
poi il gruppo sardo capeggiato da Mathias, con il fratello e Mary, quindi i coraggiosi discesi dai Castelli romani, Ugo moglie Jackie e figlia "Chiaramente". Ci onorano della loro presenza, con puntuale ritardo,
FabioG, la splendidamente panciuta, moglie Stefania, insieme alla figliuola sottocoperta e quasi pronta a tener ben svegli durante svariate notti i prossimissimi genitori. E dalla riva
aretina dell'Arno, Alessandro.

Bella serata, tra lazzi e corse, tra pizze e racconti del Passatore dalla
viva voce delle splendidi reduci femminili, e dai moti orgogliosi del loro mentore ed allenate Ugo. Non ho potuto origliare le condivisioni del reciproco background tecnico tra Califfo ed Ugo. Ne vedremo delle belle prossimanente....
O Voi che vi avvalete del loro contributo, preparatevi a lacrime sangue, a ripetute e tempi fenomenali...

Adesso un pensiero per i tanti che stanno correndo lungo il cammino di Abebe Bikila.

Buona corsa e vedremo chi avrà il cappellino dei blogtrotter.
Un saluto particolare per il Califfo. Che dopo aver fatto scorta della sua romanità, è pronto a ravvivare la sua parte brasiliana.
Dr. HRoma, MisterJBrasil até logo...

Franco che non corre.....per ora.




lunedì 8 giugno 2009

Acqua spettacolo e risorsa. Dall'Amazonia all'isola di Sado - Takashi Amano



Ieri, visto il digiuno prolungato da qualsiasi attività fisica, ho pensato di allenare la mia mente (Corpore sane in Mens sane)

E sono andato a vedere e gustare una bellissima mostra fotografica, che aveva pure il pregio di essere gratuita, presso l’Archivio Centrale dello Stao – Zona Eur.

E’ stato bello immergersi in quell’acqua trasparente, oppure in quella nera del Rio Negro.

E’ stato come viaggiare con la mente, sperando un giorno di poterli correre ( o almeno camminare).

Lascio spazio alle immagini. Solo alcune.







Amano rifiuta le moderne tecnologie digitali e utilizza esclusivamente apparecchiature a lastre fotografiche, soprattutto macchine e obiettivi per foto di grande formato. Per realizzare i suoi scatti, che comportano giorni di osservazione e preparazione alla ricerca della giusta luce e del particolare da immortalare, utilizza un’antica macchina fotografica Linhof e lastre di grande formato (8x20”), che la FujiFilm realizza appositamente per lui.