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martedì 21 febbraio 2012

Sardegna: Da Bonaria a Sa Sartiglia di Corsa

 E' stato un fine settimana molto intenso.
 Il cuore è stato sollecitato da emozioni forti, umane e runniche (nel senso di running, e non celtiche...) .
Sono partito venerdì sera, con un manipolo di amici per una serie di incontri per realizzare un laboratorio di socialità,  di fraternità e condivisione.

Volo Raynair, una gimkana tra misure e vincoli, (metro alla mano per individuare il grado di magrezza della mia valigia, e capire se poteva indossare il vestito che Raynair aveva predisposto).
Decollo, le ruote non fanno in tempo  a staccarsi da terra che parte una una serie di suggerimenti d'acquisto, dalla bibite, ai panini, biglietti della lotteria in stock,  grattaevinci e sigarette elettroniche (rigorosamente dopo l'annuncio che non era permesso fumare). Dopo meno di un ora siamo a Cagliari, dove ci attendono gli amici che ci porteranno ai nostri alloggi notturni.

La mattina di sabato, i nostri angeli custodi ci hanno portato al Santuario della Madonna di Bonaria, dove Padre Polo, un religioso mercedario, dall'animo profondo, ci ha fatto da guida.

In realtà ci ha aperto il suo cuore, e tra una informazione di carattere storico, ed una di carattere archeologico ci ha raccontato la sua vita e la sua esperienza, facendoci scoprire l'anima profonda della Sardegna e dei sardi, e il loro legame intenso con Bonaria, come con familiarità la chiamava.  E' stato come ci avesse fatto guardare da un pertugio da cui si avvistava, la cassa di legno con cui nel 1370 è arrivata la statua, fino ad arrivare a capire perché la capitale dell'Argentina si chiama Buenos Aires. Un momento molto intenso, quel sostare nel chiostro, passare attraverso le sale dove facevano bella mostra tanti velieri in miniatura.

Il soffermarsi sotto l'altare della Madonna di Bonaria, con Padre Poro che raccontava tutta una serie di cose, aneddoti curiosi e momenti  di vita, anche della sua vita, il patto, il sogno affidatoci.    

Poi, un giro per la parte vecchia, con veduta sulla Sella del Diavolo, e giù al Poetto, quindi passaggio a casa di amici per un pranzo con piatti sardi preparati con cura ed affetto. Gustossissimi.


Nel pomeriggio, primo incontro dove inizia il laboratorio di partecipazione.
Ipotesi di lavoro che si intrecciavano con esperienze realizzate e soprattutto vissute in prima persona. Intuizioni e fallimenti, come occasioni per nuovi proponimenti e passi avanti. Ma alla base di tutto i rapporti veri, veri dialoghi che valorizzino il bene comune e  preservino armonicamente le distinzioni.

Poi sciolto  il consesso e si è andato a continuare sotto altra forma l'incontro, che diventava stage e viva sperimentazione .

Il nuovo luogo di ritrovo è stato presso la Pizzeria "Il Maratoneta" ( neanche a farlo apposta).
Naturalmente  la pizza principale del menu era "la pizza del Maratoneta" (secondo definizione del cameriere, piena di ogni bene cui occorrono 42 Km per essere digerita; ndr: multo buona e gustosa, mi sono bastati pochi  minuti per interiorizzarla :-)), che assolutamente  non mi sono fatta sfuggire.
Naturalmente ho chiesto  il motivo di quel nome per il locale;  la ovvia risposta è stata che uno dei gestori e proprietari,  Vitalino Pireddu era ed è un divoratore di chilometri. Maratone a  gogò e tanta esperienza da consegnare ai nuovi divoratori. Anche in questo caso è stato speirmenatre come i chilometri percorsi ed i sudori versati, le sofferenze condivise annullano le  barriere ed infatti si è creata subito una grande sintonia con il signor Vitalino, che ogni tanto si affacciava alla nostra tavolata . Ad un tratto è spuntanto anche un sedicente Mago in vena di scherzi.

Il giorno dopo, alle sei e mezzo della mattina, operando un incastro con i tempi stretti della giornata che prevedevano un trasferimento in prima mattina ( alle 8:20) ad Oristano dove avremmo continuato il nostro laboratorio di fraternità  e di inculturazione, ho inserito un allenamento di corsa in Terra Sarda.

 E' stato come dire si al mio impegno con gli amici sardi ( e non solo). Un battesimo della terra, dove l'acqua santa erano i rivoli di sudore che non facevano in tempo ad arrivare sulla strada. Una corsa di oltre 10 chilometri che da Assemini (dove alcuni di noi, eravamo affettuosamente ospitati) mi ha portato a  Decimomanno, con un leggero rivolo di vento freddo, e rigorosamente dritto per non perdere la strada del ritorno.
Un si lungo dieci chilometri a quel patto di fratellanza e di mutuo sostegno. Un sì ad aiutare a crescere e svilupparsi a  tutti i progetti, spesso già in essere, che ci sono stati presentati,  tutti i laboratori di rapporti tra territorio ed istituzioni, tra persone, tra lavoratori ed imprenditori,  per realizzare un nuovo umanesimo anche nel mondo del lavoro, che veda al centro non il profitto ma l'Uomo.

Doccia, colazione e via per Oristano, un centinaio di chilometri inghiottiti in una oretta.

Arrivo, e subito strette di mani e abbracci a facce più conosciute e persone che si presentano. Inconfondibile accento, anche se da diverse parti della Sardegna. Da Ussarrumanno che non riesco a pronunciare, da Sorso, da Cagliari e qualche altra decina di posti che mi riprometto di scoprire collocati geograficamente con google maps.

Si inizia, continuando sulla stessa falsariga della sera precedente.
Ecco l'anziano agricoltore, Michele, carico di saggezza e di gioventù,  che ancora pensa come spendersi per sensibilizzare altri  a colloquiare con le istituzioni e coinvolge una ventina di sindaci. Ecco l'imprenditore che vuole fortemente continuare a tenere in vita i posti di lavoro, magari rendendo partecipi i propri dipendenti, ecco l'operaio disoccupato forzato a diventare imprenditore che coinvolge altri, ecco l'insegnante che fa rete. Ecco un gruppetto di signore pensionate che vogliono mettere a fattor comune la loro esperienza e dove non basta a volgere lo sguardo in Alto. 

Pranzo, tramezzini comparsi come d'incanto (qualcuno ha pensato amorevolmente al foraggiamento), cosciottini di pollo, e poi dulcis in fundo le zippulas o cattas, ( in ogni caso fantastiche e rapidamente sparite)

Il tempo di riorganizzarsi e i nostri amici ( sempre angeli custodi) ci portano a vedere la Sartiglia ( che bella coincidenza) a veder le evoluzioni di cavalli bardati a festa e di spericolati cavalieri.


Qualche foto.









Infine ritorno a Cagliari Elmas, imbarco un pò difficoltoso per qualche valigia che secondo i controllori si  era ingrassata.  Ma la sprimentazione di quanto vissuto in questa due giorni di studio e vita, ci fa superare l'ostacolo. Rimembriamo storielle di cucchiai più o meno lunghi utilizzati individualmente o cooperativamente. Questioni che fanno la differenza tra Infermo e Paradiso. Storielle raccontate  da Igino Giordani.
Riusciamo a partire tutti quanti. Arrivo a Ciampino e poi a casa.
Alla prossima transvolata. Arrivederci Sardegna, arrivederci amici ( un'abbraccio agli angeli custodi)

E domenica prossima la Roma Ostia.

sabato 20 marzo 2010

Maratona, un anno

Un anno fa, di questi tempi ero in piena trans agonistica. Fremevo al pensiero che di li a poco avrei preso parte alla mia prima e per ora unica maratona. Mi immaginavo, nel senso che avevo le visioni, su come mi sarei comportato lungo il percorso. Mi vedevo passare accanto alla Piramide Cestia, e poi accarezzare il Tevere, correre lungo via della Conciliazione compreso dello splendido sfondo fatto dalla Cupola di Michelangelo. Arrancare per piazza Navona, carponare per piazza del Popolo, passeggiare per Piazza di Spagna, costeggiare la Fontana di Trevi, sfiorare il Campidoglio, circumnavigare il Colosseo ed arrivare la da dove si era partiti, via dei Fori Imperiali.

La corsa poi è stata si, una conferma di queste visioni, ma anche tanto altro, alla fine sono diventate visioni mistiche, per la grande fatica e per il tumultuoso turbinio delle sensazioni ed delle emozioni.

Non nascondo, anche dietro queste belle parole, un pò, un bel pò di "rosicamento", per non poter quest'anno essere ai nastri di partenza. Certo con il cuore e la testa, sono alla partenza insieme a tutti gli amici blogger che la correranno, cui auguro di vivere una splendida emozione lunga 42 chilometri, fatta di sanpietrini e monumenti, di fatica e batticuore.

Ma non abbattiamoci, ci saranno mille e mille corse ancora, da vivere e soffrire, da fare insieme agli amici e contro i propri limiti del momento.
Non mi pongo un obiettivo specifico, perché quest'anno troppe volte sono dovuto ritornare sui miei passi, e ridefinire il target, ma certo la maratona vorrei proprio rifarla ancora. E' un emozione che ti rapisce e ti porta in una dimensione parallela che obnubila la mente (perché non ti pare di ricordare che per farla devi prepararti e per prepararti devi correre per tanti chilometri, che sono chilometri segnati dalla fatica e dalla fatica...), ma nel contempo ti fa conoscere te stesso sulla frontiera dei tuoi limiti.
E come ogni frontiera che si rispetti, si sposta sempre un pò più in là, e ti espone a nuovi arrivi che da oltre frontiera sempre arrivano.
E così conosci nuove persone, emozioni, limiti, un umanità variegata, diversa ed uguale, conosci un po di più te stesso.

Per ora limitiamoci alla nuova ripartenza, e anche agli attuali target e agli attuali limiti.
Sentire la fatica che ti piomba le gambe dopo pochi chilometri, che si contano sulle dita di una sola mano, a suo modo è confrontarsi con se stesso e le aspirazioni, che per forza di cose sono ridefinite.
Però ti fa assaporare la gioia dei primi inizi, della scoprire di poter osare cose che non sapevi di possedere. Le piccole emozioni di poter ogni giorno osare un po di più, qualche minuto in più di corsa, un percorso un po più accidentato, ritornare a scalfire i sentieri di Castelfusano o della Madonnetta, riprogrammare almeno mentalmente una garetta da fare.

E per finire ecco l'elenco dei miei allenamenti marzolini.

Lentamente e con tanta circospezione sto cominciando a macinare i chilometri. Ma che fatica!!!!

Ma quanto sudore bello e benedetto. I morsi della fatica, per quei chilometri che esattamente un anno fa macinavo come quasi riscaldamento, prima che il mio motore andasse a regime.

Ma questa è la corsa. Un collinare di situazioni, un fartlek di emozioni, un lunghissimo camminare con se stessi e con altri che condividono qualche tratto di sentiero.

lunedì 28 dicembre 2009

Post Panettone: Cardolo - Accaria Rosaria

Prima un passo indietro, al giorno di S. Stefano, quindi ad avanzato stato di ingozzamento, dopo circa 10 giorni di fermo, sotto la pressante pressione di Francescarun, riprendo a correre. Allenamento vicino al mare, zona Ginepri, pianura piattissima, Calabria tirrenica. Insieme al cugino forte (prossimo blogrunner) e a Francesca partiamo per un breve giro, che prevede una puntata attorno all'aeroport
o di Lamezia. Incoraggiamen
to, qualche indicazione alla nostra "innamorata matta" in e di corsa e via per il primo chilometro. Primo tentativi di applicazione del metodo Gallway, lato camminata di Francesca, ma ecco che il cugino forte, implacabile, detta i passi ed il ritmo. Francesca farà diversi minuti di seguito a correre, fino anche a 15. Adesso potrà pensare alla Corsa di Miguel. Io mestamente, mi devo fermare a camminare per il
riacutizzarsi del problema al ginocchio. Appena forzo un pò, sento del dolore insistente al lato esterno del ginocchio che poi si irradia sia verso l'alto che verso il basso. Insomma, nà fetecchia.
Ora la Roma-Ostia mi sembra lontana e più lunga di 21 chilometri.

E con questa anche la partecipazione alla "Garaccia di S. Stefano" non competitiva del giorno dopo e di cui oggi vi voglio parlare.

Nata qualche anno fa come compendio d'allenamento per smaltire gli eccessi natalizi, e per fare spazio a quelli di Capodanno, una gara/allenamento tutta interna ai runners della Libertas Lamezia, cui si aggregano di volta in volta i pazzi scatenati esterni che vogliono soffrire e patire.

Percorso tutto in salita con pendenze da skyrunning.
Partenza, in prossimità della Pineta di Nicastro, scenario d'allenamento quando ci si vuole ammazzare a botte di collinari e montanari.

Poi si procede per Feroleto Antico che si attraversa quando ancora gli abitanti indugiano sul caffè di prima colazione. Una breve discesa alla fine del paesotto, giusto per rifiatare e poi inizia un'unica grande e lunga salita, con tutto un
menù di variazioni di pendenza, attraversando dapprima splendidi uliveti, attorniati dalle reti arancioni che attendono le olive, che poi diventano castagneti e quindi boschi di aceri.
Si arriva così in prossimità di Accaria, e sono già passati 7 chilometri. Qualcuno si è fermato , qualcuno è tornato indietro piegato dalla fatica. Gli altri se le danno di santa ragione fino all'arrivo, perchè il cuore della competizione è proprio la sfida intestina tra i diversi atleti, tutti assatanati e con tempi eccellenti e score intriganti. Nessuno è disposto a ceder un secondo od un metro al suo compagno d'allenamento con i tempi più compatibili ai suoi. Questo avviene sia per i più bravi che che tra quelli che hanno tempi inferiori. Si dice da queste parti: è la "Lisinga" che è in gioco.

Insomma viene fuori una bella festa, che con gli anni ha ottenenuto anche qualche aiuto pubblico (leggasi Proloco di Accaria).

Bella sferragliata di chilometri chiusi naturalmente in un the caldo, addentando panettoni e pandori. Occasione ultima dell'anno per scambiarsi GLI AUGURI DI UN NUOVO ANNO PIENO DI CHILOMETRI ED AMICI.

Per la cronaca il primo degli assatanati scalatori ad arrivare è stato Gianluca Bonaddio.

Lancio un 'idea, per gli amici della Libertas Lamezia: Ma perchè non rifare una corsa simile anche in estate?


lunedì 30 novembre 2009

Gambe a Roma, cuore a Firenze


Ieri mattina, mi sono sintonizzato su Rai 3 per seguire la maratona di Firenze, per intravedere con la vista dell'anima gli amici che correvano per le strade di una delle più belle città del mondo.
Era bello immaginare qualcuno di voi scrivere la traccia, via via più faticosamente del proprio sentiero di Maratona.
Peccato non esservi riusciti a seguire tramite TDS che mi dava strani valori, qualunque pettorale mettessi mi dava un tempo corrente di 14 ore ed un tempo stimato d'arrivo di 2h:07'. Certo magari qualcuno di voi avrebbe pure potuto farlo :-).

Quindi qui faccio un "bravissimi" collettivo a tutti voi che siete giunti al traguardo di questa tappa del vostro e nostro giro del mondo. Sui propri piedi e sulle ali dell'entusiasmo e della continua scoperta e superamento dei propri limiti.

Carico di queste emozioni sono partito per il mio allenamento. Dopo più di una settimana di finti malesseri e scarsa voglia (niente corsa e niente piscina) questo finesettimana mi sono dato una scossa.
Sabato un piccolo assaggio, chiamiamolo un corto veloce, domenica sono partito con l'idea di mettere giù un pò di chilometri.

Sono partito e mi sono posto come obiettivo quello di raggiungere le rive del Tevere.
Percorso tutto nuovo, non mi andava di girare su sentieri noti.
Primi chilometri tra le strade quotidiane di Acilia, quindi scavallamento della via del mare all'altezza del viadotto Nuttal, ed eccomi per le strade di Dragona (sempre Acilia, sempre Roma). Correre tra le vecchie costruzioni abusive degli anni 70-80 ed i nuovi villini delle ultime costruzioni in serie. Ed eccomi arrivare dove le case lasciano il posto a grandi appezzamenti di terreno coltivati. Bello vedere il rosso della terra appena seminata , il volteggiare degli uccelli che sono alla ricerca dei semi appena buttati su quel tappeto marrone.

Ecco un campo di volo per aereomodelli. Ma visto il vento abbastanza impetueoso, non c'era nessuno aereo che faccesse concorrenza agli ucceli di cui sopra.

Intanto il mio passo si fà un pò più faticoso. Intravedo adesso l'argine del biondo fiume. Lo raggiungo ci salgo sopra e difronte mi si dipana il fluire placido del Tiber. Oltre il fiume la città nuova, il quartiere Caltagirone, comune di Fiumicino.

Rallento, e cammino per circa 300mt lungo l'argine, prendo fiato e riparto. Di nuovo attraverso i campi coltivati, le costruzioni vecchie e nuove, oltre il viadotto mentre sotto passa il trenino della Roma Ostia.
Il tratto di ritorno è per me più faticoso, qualche volta devo rallentare fino quasi a camminare. Alla fine sommo quasi 15 chilometri, che mi fanno contento e sono una promessa di ritornare a macinare chilometri;
perchè ancora nel cuore e nella mente riecheggano le immaggini della Maratona di Firenze appena vista e le pulsazioni più o meno ritmiche degli amici che la stanno correndo (qualcuno già al traguardo, qualcuno ancora per le strade fiorentine) che si fondono con i ricordo della mia, per ora unica maratona (rimembri Roma).

Ed ecco infine il tracciato del mio lunghettino domenicale.

lunedì 2 novembre 2009

Ottobre e Alex Zanardi

Prima del sintetico resonconto del mese di Ottobre iniziato con una escursione montana, con un dislivello di una certa consistenza, proseguito alternando nuoto e corsa, volevo parlarvi dell'emozione provata ad ascolatare un intervista realizzata dalla Rai all'arrivo della Maratona di Venezia ad Alex Zanardi.

Ho provato a cercarla sulla rete, senza riuscirvi. Peccato perchè sarebbe valsa la pena di ascoltarla.
Mi ha colpito la voglia di andare avanti, accettando la disabilità sopravvenuta con il noto incidente, andando persino oltre e mostrando una fiducia davvero profonda nel futuro e soprattutto nelle persone. Per la cronaca ha vinto la gara in sella alla sua "carrozza".

Tanta la voglia, intatta la sua carica agonistica, tanto da mandarlo lungo su una curva impostata a tutta, per non farsi superare.

Vedere scendere il "triciclo"traballando, dai tredici ponti finali, è stato emozionante. Un rivivere le motivazioni e la solidarietà che spesso scatta quando l'uomo fatica e suda sulla strada della maratona.

Se riuscirò a trovare questo video, sarò lieto di condividerlo con voi.


Infine il mio allenamento ottobrino.

mercoledì 9 settembre 2009

Allenamenti Agosto Settembre

Dopo la salutare vacanza calabra che mi ha portato in regalo la ripresa del piacere della corsa, si continua in quel di Roma. Certo sono lontani i chilometraggi di inizio anno, ma riuscire a mettere inseime 10 Km senza doversi fermare per qualche dolorino, doloretto, dolorone è un bel passo avanti. Rieccomi qui a metter in riga qualche pensiero e qualche numeretto.

E quindi beccatevi il riassunto del mese di Agosto e di Settembre:


Certo si corre sempre con questo tarletto in testa e con qualche chiletto di troppo :-).
Al prossimo post sarò meno succinto.
In ogni caso buona corsa a tutti voi.

domenica 15 marzo 2009

Ultima Settimana prima della Battaglia

Oggi completamento della penultima settimana prima della madre di tutte le mie più recenti battaglie, con una gara a Ladispoli, la Correndo per i giardini, di 10 chilometri. Tempo favorevole con un leggero vento che però non infastidisce mai.

Decido di farla con un ritmo non massimale, ma comunque inferiore al tempo che ad oggi penso di tenere alla MaraRoma.

In partenza incontro una amica e collega di lavoro insieme ad una sua amica. Decidiamo di fare un tratto insieme. 
Sparo  e via il serpentone di anime fuggenti, parte.
Ci vuole un buon chilometro per srotolare il tappeto di persone. Dopo poco ecco il cavalcavia che scavalca la linea ferroviaria tirrenica ed ecco che ci inoltriamo in un tratto sterrato che sembra incunearsi in  un'oasi verde. 
Si arriva ai 2 Km ( il primo me lo sono perso e non ho premuto il tasto lap sul Garmin) e mi rendo conto di essere partito forte e decido di rallentare un pochino per assestarmi su un ritmo poco sotto i 5'.  Perdo terreno rispetto alle mie compagne di viaggio.

Adesso la strada ritorna ad essere asfaltata e siamo all'interno di una zona residenziale ( penso che qui ci siano molte seconde  case vacanziere dei romani).

Mantengo un ritmo tranquillo forzandomi a non forzare. Decido di chiudere in progressione e rinvio lo scarico del serbatoio energetico residuo agli ultimi due chilometri.

E così faccio, percorro gli ultimi 2000 metri ad un ritmo di circa 4' 30", superando molti compagni di viaggio (non mi viene di chiamarli concorrenti), naturlmento io non sono immune dai sorpassi di altri compagni sopravvenienti. Raggiungo e supero le mie iniziali compagne di viaggio. 

Chiudo in un buon 48':02" (tempo ufficiale) che mi sembra di buon auspicio  per domenica prossima.

Foto di rito con il mio gruppo e via, si ritorna a casa.

Qui vaga per casa  un doppio fantasma. Mia moglie messa Ko ( e ce ne vuole) da un insidiosa e cattiva influenza che ha mandato a monte la programmata "gara con gita" a Ladispoli, per il grande disappunto di mia figlia, che era tutta la settimana che ci stava fantasticando sopra immaginandosi qualche bel gioco in spiaggia e nella pineta.
Ma la "bastarda influenza" si è insiunata quatta quatta e ha mandato all'aria la cosa.

Il secondo fantasma è un quesito a mezz'aria; ma si accontenterà di mia moglie od esigerà un altro tributo, magari addentando il mio sogno e dando qualche fatale morso alla mia gola o ai miei polmoni?

Insomma inizio questa settimana che ci porta alla maratona con la paura di beccarmi l'influenza proprio nei giorni decisivi.

Ai posteri l'ardua sentenza. Ma restiamo fiduciosi.

Adesso ogni consiglio, soprattuto in occasione della BlogCena, è gradito.

Ci vediamo al Colosseo. 
   

  

domenica 8 marzo 2009

Ultimo Lungo, quasi lunghissimo

Come da tabella oggi era il giorno dell'ultimo lungo( 25 Km) prima della lunga fase di scarico che mi dovrebbe portare ai nastri di partenza della maraRoma con la giusta energia.
In un primo momento avevo pensato di andare in pineta a ripetere per più volte un circuito di circa 6 km, in modo da poter tenere sottocontrollo i tempi di marcia e poterli immediatamente  confrontare man a mano che venivano realizzati.

Però l'idea di  ripetere lo stesso percorso non mi aggradava molto, dandomi una sensazione di "effetto criceto".

Per cui indossato al polso il gps di ordinanza (naturlmente garmin 305) sono partito dal vicino parco e senza una specifica meta. Inizialmente ero orientato ad andare verso la riva del Tevere, memore di una gara fatta qualche anno fa (Capo due rami, poi diventata Per Antique Itinere), ma strada facendo, sono andato su percorsi un po più 
conosciuti ai miei piedi.
Mi sono soffermato anche presso una statuetta raffigurante la Madonna, dove anni fa ero solito ritrovarmi con mia sorella, che ora mi segue da Lassù. 
Un paio di giri in tondo a mò di saluto e preghiera e via a proseguire verso l'itinerario che si srotolava secondo l'emozione del momento. Attraverso quindi Casalpalocco, raggiungo la Colombo, rifacendo un tratto della Roma Ostia di domenica scorso, quindi piego verso CastelPorziano e qui mi butto nella parte alta della Pineta. Qui è bello vedere, la natura che lentemente sta cicatrizzando e rivitalizzando le ferite inferte dal tragico incedio di qualche anno fa. affronto la striscia bianca e quindi subito giro a sinistra inoltrandomi per sentieri mai fatti prima. Sotto i piedi il terreno sconnesso, anche se soffice mi fa soffrire un pò costringendomi ad un'andatura più contenuta. 
Muoversi tra radure pratose ed alberi che forniscono una gradita ombra è un vero piacere. A questo punto raggiungo la parte asfaltata della pineta, ritrovando tratti conosciuiti e già percorsi più volte in questa infinita preparazione per la maratona. Ritorno sulla striscia bianca della pineta ( si vede bene nella google map) e quindi ritorno sulla Colombo percorrendola sin quasi  al mare (dove della Roma Ostia poi si fa il famoso biscotto). Giro in pineta lato bar e proprio poco dopo questultimo mi fermo ad una delle tante fontanelle. Un paio di minuti per prendere le ormai collaudate  maltodestrine, un bel po di acqua sia a bagnarmi la testa che a berla e quindi eccomi pronto a ripartire. Risalgo all'incontrario uno dei miei percorsi  di allenamento e mi ritrovo su via della Villa di Plinio.  Oggi soffro i tratti in terreno battuto (questo è bene) ma sconnesso ( questo è male). Risalgo via dei Pescatori aumentando l'andatura, in modo da finire in progressione, anche se ora la strada è in leggera pendenza. Ritorno verso Casal Palocco, con obbiettivo una fontanella 
di cui mi ricordo approsimativamente la collocazione. Infine la raggiungo, effettuo un abbondante abbeveraggio (simil cavallo) e riparto per gli ultimi due Km scarsi. Naturalmente essendo andato a zonzo, raggiungo la cifra di 25 Km non sull'uscio di casa. Concludo pertanto il lungo a 26 Km  cui aggiungo un altro tratto percorso camminando.  

Allenamento interessante ed ora mancano solo 2 settimane. Ripenso a quando ho deciso di imbarcarmi i questa avventura, a come dentro di me si facesse strada questa decisione tra paure e titubanze. 

Ora quasi ci siamo. Ci vediamo al Colosseo.  

sabato 21 febbraio 2009

36 chilometri

Che faticata !!!
Parto per recuperare il lunghissimo da 36 Km che avrei dovuto fare domenica scorsa e che per motivi di precareità fisica (influenza) non sono riuscito a svolgere.

Questa, doveva essere una settimana di scarico ed invece è diventata una settimana pesante.
Tenendo conto che lo scarico, forzato in verità, lo ho fatto la settimana scorsa, e destreggiandomi tra quanto previsto nella settimana saltata e quanto previsto in questa, con un fulgido esempio di capacità alchemiche sforno il seguente menù a base di saliscendi, variazioni al ribasso, speranze e timori:

Martedi: Ripetute 3x3000 con rec 1000
Giovedì: 10 Km di CorsaLentaSvelta
Sabato: Lunghissimo da 36 KM
Domenica: 8 Km di CorsaLenta

La settimana è stata pensata, principalmente per preparare il 36 K, che nella mia mente sembra un enorme moloch da abbattere, ma che mi incute un certo rispetto, arriverei a direi anche un certo timore. Mai arrivato a certe distanze.
Affronto la prova con questa predisposizione d'animo, scelgo un ritmo prudenziale intorno a 5 e 30, da cui non riusciro più a schiodarmi.
Luogo della prova è la pineta di Castelfusano, il percorso individuato prevede 2 giri identici ed un terzo accorciato in modo da sommare 36 Km.
Corro da solo, e qusta volta niente musica nelle orecchie, anche se il lettore è nella mia tasca.

Ho appresso le maltodestrine a lente rilascio comprate da Decathlon da provare.

Alla fine posso dire: Missione compiuta
.

Ma che fatica! Nei primi Km non riesco ad alzare il ritmo, non so se per paura
di non averne poi abbastanza per concludere o per effettiva impossibilità.
Poi mi rassegno all'idea che oggi si deve correre a 5:30, e qui la mia testa
comincia a fare calcoli, a farneticare di algoritmi, a perdersi in formule, ad immaginarsi
tabelle Excel, per capire ed indovinare, quali possano essere obbiettivi realistici
da fissarsi per la MaraRoma.
Passo da un "sognato 3h e 45", ad un "magari stare sotto le 4h" , ad un rassegnato
"basta arrivare" .
Gli ultimi 6 K sono una vera sofferenza, il ritmo cala di "na nticchia" ( trd: un pochino :-))
Mi pongo obiettivi intermedi, un albero, un cartello, un segno.
La frequenza del nuovo target diventa frenetica, prima ogni 1 Km, poi 500 mt,
poi 100, poi a distanza variabile sempre più corta.

Alla fine sono 36,4 Km. Ora devo raggiungere l'auto.
Un' altro chilometro e mezzo percorso a passo svelto (dicesì camminata), voluto,
non errore di valutazione del percorso, per poter assaggiare i chilometri oltre il 36.
Un altro mattone è stato messo, anzi direi una pietra d'angolo, un pilastro.

Avanti così. E domenica prossima la RM-Ostia.

lunedì 16 febbraio 2009

Settimana a metodo Katzen adattativo

Tra raffreddore, prodromi di influenza ed impegni, questa settimana è andata in ordine sparso, quasi sparpagliata.

Saltata completamente la tabella programmata che prevedeva come culmine il 36 Km domenicale, ho fatto di necessità virtù, buon viso a cattiva sorte e sono andato a sensazione realizzando due progressivi sostitutivi.

Quindi tutta la programmazione slitta di una settimana. 
Proverò  ad apportare alcune modifiche, anticipando le ripetute lunghe da giovedì a martedì  e poi farò allenamenti di scarico giovedì e sabato per effettuare infine il mio lunghissimo più lungo. 

Salvo imprevisti. 




mercoledì 4 febbraio 2009

Intermezzo settimanale

Sono uscito provato dall'ultimo fine settimana.
Mi sà che ho esagerato.
Quindi variazione del programma settimanale: salto senza sensi di colpa dell'allenamento del martedì e anticipo delle ripetute in pista al mercoledì.
Un modo per recuperare un giorno in più e prepararsi scaricando un pò per la mezza di Fiumicino.

Tralaltro mi ha detto bene, ieri pioveva a dirotto ed oggi si è aperto un squarcio, sì nuvoloso, ma senza pioggia.

Comunque, alla fine dell'allenamento, mi sono rimaste due gambe di legno!!

Avanti così e la meta ( o la metà :-)) si avvicina.

Intanto domenica sono all'esordio con la nuova società.
Curiosità.

sabato 31 gennaio 2009

Lunghissimo, collinare, lipidico

Ci deve essere una vena di masochismo nella mia interpretazione della corsa.
Ho deciso di anticipare il lunghissimo previsto tabellarmente, per domani, dato che i metereologi assicurano per domani pioggia a catinelle. Ho pensato di farmi per domani solo 12 Km invece di 32 sotto la pioggia. Vedremo se gli stregoni della pioggia avranno avuto ragione.
Sono uscito a correre un pò di corsa (guarda un pò !!!), e mi sono dimenticato verie cose, guanti, giacca a vento, maltodestrine. Ormai ero già fuori in pineta, oggi teatro della mia prova pedatoria (o pedestre ?) . Mi son detto vediamo come va senza prendere niente, magari innesco meglio il meccanismo lipidico. La giornata si presenta splendida, sole e niente vento ( meno male non c'è bisgno della giacca a vento) e decido per un percorso con poco asfalto e con andamento ondulato ( bisognerà pure provare le salite per prepararsi a quello strappo ad altezza Colosseo).
Alla fine ne viene fuori un bell'allenamento, più o meno immerso nella natura fatto ad un ritmo non lentissimo, con un bel pò di strappetti e di variazioni di direzione, senza mai avere la possibilità di andare in scioltezza.
Seguiranno percorso e foto. 

venerdì 30 gennaio 2009

40 giri



Giornata di giramento.
Ripetute a gogò.
Caracalla, come sempre per questo tipo d'allenamento è perfetta.
5 giri di riscaldamento, poi via con 1 Km di recupero in 5' seguito da 2Km in 9'06" (che andava fatto da tabella in 9'20") e poi 1Km di recupero in 5' e così a seguire.
Insomma risultato finale, in 1h25'00" : Riscaldamento (15') +
1 Km a 5' + 4x(2Km in 9'20" + 1Km di rec. in 5")
+ defaticamento (8').

Ogni volta che dovevo fare la fase dei 2 Km di spinta il respiro si faceva affannoso e la mente cercava qualche pensiero che la distraesse dalla tortura che si stavo autoinfliggendo, tanto da far sembrare vero Paradiso, il Km di recupero a 5'. La sfida si faceva sempre più intensa all'aumentare dei giri e grande soddisfazione la dava il cronometro che rispondeva con i tempi giusti.




lunedì 19 gennaio 2009

Doppietta


Fine settimana di fatica e sudore.
11 Km sabato, raddoppiati dai 31 KM domenicali.
E' inizato il periodo di maggior carico chilometrico.

Le sensazioni dei muscoli che rispondevano bene durante lo sforzo e soprattutto la buona capacità di recupero dalla fatica di oggi mi danno una bella carica a proseguire la preparazione.

Più giù si può vedere il percorso da parco al mare e ritorno.

Lunghissimo del 18 gennaio 2009 




Map created by EveryTrail:GPS Geotagging

giovedì 15 gennaio 2009

Oggi ripetute


Oggi è stata giornata di ripetute.

Caracalla è stato il teatro della fatica.

Lo schema delle ripetute è stato:

1x 1000 in 5’00”
3x 2000 in 9’20”
rec. 1x 1000 in 5’00”
rec. 1x 1000 in 5’00”
1x 1000 in 4’ 35”

Giro dopo giro immerso in una nuvola di umidità, che alla luce  dei riflettori assumeva strane conformazioni, indistingubile dal sudore che scendeva dalla mia "folta" capigliatura e formava rivoli sulla mia faccia,  intermezzato da qualche momento di affanno sono arrivato agli 11 Km programmati.

Alla prossima, che sarà sabato.

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